Saponette Wi-Fi: cosa sono, come funzionano

Saponette Wi-Fi: cosa sono, come funzionano

Nella tua casa di campagna hai un vecchio PC che lavora piuttosto bene, ma privo di connessione. Hai pensato di acquistare un modem, ma qualcuno ti ha suggerito di fare un pensierino sulle saponette WiFi. Il nome è certamente simpatico, il che non guasta, ma dell’articolo in questione ne sai ancora poco, per quanto la sua immagine ti sia già davanti agli occhi. Il tuo fido consigliere ha inoltre accennato alla condivisione della saponetta, non solo fra diversi dispositivi informatici di famiglia – notebook, tablet, smartphone –, ma anche di amici e ospiti; e ancor più all’esterno, in trasferta: perché le sue ridotte dimensioni, la sua leggerezza, la rendono particolarmente adatta a spostarsi con te, a viaggiare e servire bisogni di connessione, in veste di piccolo modem.

Un pratico, maneggevole modem. Forma e breve dotazione

La saponetta Wi-Fi funge da router portatile, libero da fili (maggiori info qui). Come da nome, è un parallelepipedo dalla forma pressoché schiacciata, facilmente accomodabile su superfici, mobiletti, appoggi; con la consueta cura per gli apparecchi elettronici: versatili, dalle “avveniristiche” prestazioni, eppure delicati.

Il dispositivo in questione ha in dote un cavo alimentatore, attraverso il quale ricaricare la sua batteria. In più, oltre alla SIM principale, potrebbe prevedere l’alloggiamento di una scheda supplementare, come ormai solito nel campo delle strumentazioni informatiche. Certamente, differenze negli optionals ed equipaggiamenti dipendono da marchi e singoli modelli.

SIM e configurazione: saponetta pronta all’uso!

Ritornando alla scheda principale, dunque, questa dovrebbe essere una “SIM free” o comunque richiesta in tale versione. Questo tipo di SIM permette di cambiare velocemente gestore telefonico, senza vincoli a priori, nel sintonizzarsi sul traffico internet.

La saponetta modem, una volta arruolata, può tranquillamente rendersi operativa solo dopo la procedura di configurazione. Generalmente, questa parte relativa alla prima attivazione è simile per i vari modelli; pur nella consapevolezza di come innovazioni e differenze riguardo a funzioni e prodotti standard siano spesso dietro l’angolo; viaggiando velocemente, spingendo a nuove evoluzioni, differenziando prodotti e usi.

Ad ogni modo, seguendo le istruzioni apposite per l’articolo scelto, solitamente configurandolo tramite pc o tablet, si inserisce un codice proprio, denominato APN. Lo stesso può essere successivamente cambiato, in relazione ad altri gestori.

Saponette e saponette, fra funzionalità e design

L’attività del piccolo router si adatta in relazione ai dispositivi interfacciati, al segnale da ricercare, operando sulla base di batterie che soddisfano in maniera piuttosto discreta tempi di lavoro e di connessione. Anche in questo caso, molto dipende dallo specifico dispositivo e dalla linea della casa produttrice. Non poche sono le versioni disponibili, le quali spaziano anche in fatto di gusto estetico; come del resto accade per molti articoli del comparto della tecnologia delle comunicazioni. Seguendo un design pulito ed essenziale, o riprodotte in linee bombate, più o meno grandi o leggere, lucide, colorate o seriosamente scure, le saponette presentano il bravo corredo di funzioni base; segnalano in display, in maniera più o meno intuibile, le varie operazioni di volta in volta eseguite, la ricerca del segnale, del singolo gestore, il livello della batteria.

Per non rimanere in panne, la “pila” carica-batterie

Giusto a tal proposito, pare il caso di rammentare i servizi di un altro strumento portatile, anch’esso habitué di sacche da viaggio, quale il caricatore portatile power bank. Accumulatore di carica, esso provvede a ricaricare cellulari e una platea di batterie al limite; e, soprattutto, lontane da casa e relativa rete fissa.

Il power bank si rifornisce di energia elettrica tramite alimentatore, e la cede all’occorrenza, attraverso cavetto USB, al dispositivo oramai scarico. Per batterie piuttosto capienti – si parla in termini di ampere e milliampereora (mAh) – occorrerà un power bank della giusta portata, tale da poter risollevare il livello di carica dell’altro dispositivo anche un paio di volte (con una sola carica del p.b.); ragion per cui bisognerà fare i dovuti, semplici rapporti del caso, al momento del suo acquisto.  

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